L'Altra Pino

Campagna elettorale

Una rapida ricerca online per immagini di 'lista civica' scopre un fitto sottobosco di simboli e slogan lontani dai più conosciuti partiti nazionali. La comunicazione politica è piatta e ripetitiva: farsi portatori di valori come il cambiamento, l'alternativa e l'innovazione è inutile quando da decenni gli stessi identici messaggi vengono ripetuti invariati.

Dal punto di vista visivo, si nota l'abuso di tricolori, testi grandi centrati e maiuscoli, sagome di persone, campanili e altre forme stilizzate di centri storici. Il blu contro il rosso permane come identificazione di parte, ma peggiore è il relativo abbinamento in azzardati schemi di colori.

È dunque necessario ripensare la comunicazione politica se si vuole pensare davvero di portare un cambiamento. Questo progetto tenta di ribaltare questi pattern ripetitivi ripartendo da semplicità e trasparenza.

Innanzitutto si è adottato un carattere bastone dalla spaziatura abbondante, cercando fra tutti quei tipi che sono stati in grado di resistere alla prova del tempo, ed escludendo a priori i graziati più indicati invece per testi di più ampio respiro. La tipografia è sempre minuscola, come idealizzazione di una comunicazione che non urla falsità ai comizi in piazza ma suggerisce amichevolmente.

Il colore blu è stato mantenuto, in quanto storicamente adottato come simbolo di pacatezza in contrasto ai moti rossi di socialismo e comunismo. Tuttavia è stato reso più brillante e viene utilizzato come unica tinta accesa insieme a uno schema di grigi, senza abbinamenti con altri colori, soprattutto senza abbinamenti con tricolori.

Lo spazio bianco è un elemento fondamentale, al pari della tipografia.

Presenza
pubblica

Nelle vie di Pino Torinese, affollate di messaggi colorati, l'occhio non è in grado di soffermarsi su nulla. Di conseguenza, tutti e nessuno ricevono attenzione.

Pensiamo invece che la comunicazione visiva debba innanzitutto essere d'aiuto al pubblico, regalando oasi di calma in cui riposare l'occhio in mezzo al caos. Il cartellone del comitato elettorale per esempio è stato realizzato come una grande fascia bianca dal testo grigio chiaro.

La decisione più radicale riguarda i manifesti elettorali: metà foglio è bianco. Sull'altra metà la foto del candidato sindaco, il simbolo alla stessa dimensione (senza croci sopra o matite finte) seguiti da una semplice coda tipografica contenente lo slogan della campagna, la data del voto e in fondo link al sito.

Affiancati ai manifesti degli altri candidati il contrasto è notevole: non è la dimensione del cognome a contare, ma la gestione intelligente dello spazio.

Pino Torinese: comitato elettorale e vie circostanti.
Il simbolo si presta bene per realizzare spille e adesivi.

Programma

Documenti

La grafica coordinata non interessa solo la comunicazione esterna ma anche soprattutto la documentazione prodotta durante la campagna elettorale.

Dalla carta intestata al programma elettorale tutto è stato realizzato seguendo le linee guida dell'identità. Basta uno sguardo per poter ricordare al pubblico di che soggetto si sta parlando.

Il programma, denso di informazioni, è stato intervallato da fotografie scattate a Pino Torinese.

Materiali
promozionali

Per alcuni oggetti sono state realizzate apposte illustrazioni lineari con vedute del comune di Pino. Queste contribuiscono ad arricchire il valore della comunicazione, attirando l'attenzione del pubblico onestamente.

Il comitato elettorale è stato molto attivo con eventi collaterali durante la campagna, ciò ha aiutato a costruire fiducia intorno all'identità visiva, che rimanendo sempre coerente con se stessa non disperde la percezione dell'elettore.