Museo d'Arte Orientale

Proposta d'identità

Ospitato nella storica sede di Palazzo Mazzonis, un luogo per scoprire l'Est e la sua storia, per confrontarsi con l'incredibile creatività di persone che nel corso dei secoli hanno abitato e rappresentato l'Oriente. Gandhara, India, Sudest Asiatico, Cina, Giappone, Himalaya, Paesi Islamici dell'Asia, 6 gallerie suddivise per aree geografice disposte su 5 piani.

Oltre alle sale destinate alle esposizioni permanenti e temporanee, una sala conferenze, uno spazio attrezzato per le attività didattiche e un bookshop. Il Museo d'Arte Orientale di Torino preserva oltre 2200 opere come importante strumento di mediazione culturale.

Escludendo le esposizioni temporanee, almeno negli ultimi anni il MAO non ha mai goduto di una forte promozione sul territorio. I materiali oggi a disposizione del visitatore sono vecchi, in via di esaurimento, spesso con lacune di contenuti.

Parallelamente, in 10 anni di attività vari interventi sulla sua comunicazione visiva hanno creato confusione e incongruenze, stratificando aggiunte senza mai controllare la coerenza l'insieme.

Il progetto proposto al Museo d'Arte Orientale nell'ambito della tesi di laurea cerca una nuova organizzazione fra tutti i materiali.

Il punto fondamentale è l'approccio non distruttivo alla comunicazione visiva del museo. L'obiettivo non è rinnovare solo per il gusto di farlo: sostituire logo e colori già ricordati dal pubblico sarebbe stato solo uno spreco di 10 anni di promozione.

Al contrario si è tentato di mantenere tutto quanto di funzionante, inserendolo in un sistema più ampio tramite cui poter produrre nuovi materiali ugualmente coerenti. Un set preciso di elementi grafici con cui assemblare la comunicazione visiva è dunque il fulcro del lavoro, di cui qui vengono mostrati i risultati raggiungibili.

Cartolina generica bilingue di presentazione del museo. Segnaletica esterna.
Cartelloni pubblicitari per mostre temporanee. In fondo, foto Paolo Bondielli.

Manifesti

Materiali promozionali

Per tutta la produzione cartacea è stato sviluppato un sistema di griglie modulari, riutilizzabile di volta in volta per comporre nuovi oggetti. Questo elimina il rischio di incoerenza, permette di risparmiare tempo sulla progettazione e consente sufficiente varietà grazie all'impiego di foto di sfondo.

Per i materiali promozionali sono stati standardizzati quattro formati, dalla cartolina al poster, basati sul sistema DIN per un uso più efficiente della carta. I layout seguono un'alternanza fra fondi rossi e fondi scuri o foto, che dona un ritmo durante l'apertura delle pieghe.

Esempi di calendario degli eventi e altre brochure.

Documenti
interni

La coerenza comunicativa va mantenuta in ogni tipo di rapporto con l'esterno, anche in caso di documenti, lettere, email. Molti materiali da ufficio sono stati ugualmente previsti nel manuale.

L'impostazione della griglia e del logo con il suo sottostante pacchetto di informazioni intervallato da linee viene mantenuto anche in questo caso e riutilizzato per inserire le informazioni di contatto.

Nella carta da lettere, la prima linea rossa sotto il logo aiuta la piega.

Guida

Catalogo

Il museo era finora dotato di una brochure con mappe e descrizioni per ogni sezione interna che veniva anche usato all'esterno per fini pubblicitari e una guida più ampia comprensiva di diverse foto di opere.

Per rendere più efficaci questi strumenti, sono stati proposti un pieghevole bilingue contenente nuove mappe per ogni divisione e un catalogo modulare, in cui ogni area geografia si può comporre dalla ripetizione di diverse aperture standard.

La progettazione non è mai intesa come solo estetica, ma si interessa anche e soprattutto di questioni organizzative reali. Nel caso del pieghevole ad esempio, il passaggio da una grande brochure stampata in diverse versioni a un unico foglio bilingue aggiunge un ingente risparmio di carta.

Esempi di aperture: mappa, opere, approfondimenti.

Segnaletica

Per completare l'aspetto coerente del museo, è stata presa in considerazione anche tutta la segnaletica interna. Seguendo la stessa filosofia, è stata resa componibile è più facilmente leggibile.

Da pannelli trasparenti, sono stati proposti moduli laminati non riflettenti che riutilizzano i colori di ogni area geografica.

Coerentemente con la scelta di Rotis per la tipografia, per l'iconografia è stato proposto il set di pittogrammi ERCO disegnato dallo stesso designer.

Nei pannelli sulle scale, a fondo bianco solo il piano corrente.
Neri e senza colori geografici gli altri piani.